L’arte di Gianfranco Baruchello

Dopo la laurea in Giurisprudenza (1946), ha sperimentato l’immagine attraverso l’oggetto, costruendo i primi alfabeti di segni posti alla base della ricerca di un linguaggio che non rinuncia alla figura, seppur riconsiderata all’interno di un processo concettuale. Alcuni oggetti costituiti da libri o giornali assemblati e talvolta coperti di smalto bianco sono stati esposti nel 1962 a Parigi (Collages et objets) e a New York (New Realists).

La prima mostra personale risale al 1963, presso la galleria La Tartaruga a Roma. Nel 1964, in occasione della mostra presso la galleria Cordier & Ekstrom a New York espose opere che già presentavano un significativo punto d’arrivo della sua ricerca: frammentazione, disseminazione sulla tela di immagini ridotte a minimi elementi, decentramento concettuale dello spazio, ecc. Dal 1960 realizzò brevi film: Molla (1960), Il grado zero del paesaggio (1963), Verifica incerta (1964-1965).

Nel 1962 conobbe Marcel Duchamp (v.), al quale ha dedicato il volume Why Duchamp (1985). B. ha portato nella sperimentazione dell’immagine in movimento l’idea stessa della frammentazione e del montaggio che negli stessi anni lo ha condotto a progetti quali La quindicesima riga (1966), righe di testo prelevate da centinaia di libri, e il libro Avventure nell’armadio di plexiglass (1968). Nel 1968 ha fondato una società fittizia dal nome Artiflex che si proponeva di «mimare i modi dell’industria» con finalità critiche.

Nel 1973 avviò il progetto Agricola Cornelia S.p.A., un esperimento tra arte e agricoltura, che lo impegnò per otto anni. Scrittore e poeta, ha realizzato progetti per il teatro (Teatro alla Scala, Milano; Teatro dell’Opera, Roma) e nel 1998 ha istituito, con Carla Subrizi, la Fondazione Baruchello. Ha più volte partecipato alla Biennale di Venezia (1976-80, 1988-90, 1993, 2013) e a Documenta di Kassel (1977, 2012). Importanti le sue retrospettive in Italia e all’estero: GNAM, Roma (2011); ZKM, Karlsruhe (2014); Raven Row, Londra (2017); MART, Rovereto (2018).

È autore dell’opera dal titolo Psicoenciclopedia possibile, promossa dall’Istituto della Enciclopedia italiana Treccani. Sue opere sono nei più importanti musei internazionali: Guggenheim Museum e MoMa, New York; GNAM, Roma; Philadelphia Museum of Art; Centre Pompidou, Parigi; Deichtorhallen, Amburgo; ZKM, Karlsruhe; MAXXI, Roma; MADRE, Napoli.